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All’art hotel Liassidi Palace l’arte moderna e contemporanea trovano la loro casa, l'hotel è infatti anche uno splendido spazio espositivo in cui vengono organizzate manifestazioni culturali e mostre d'arte e il cui cuore si trova nello splendido salone al primo piano in cui le atmosfere raffinate e cosmopolite della Venezia cinquecentesca avvolgono le opere di artisti di levatura internazionale e di giovani artisti emergenti di scuola veneziana e internazionale.

Liassidi Palace Hotel sposa la vocazione artistica di Venezia città d’arte e capitale della cultura mondiale, il soggiorno da noi è la miglior occasione per assistere a eventi unici, come gli spettacoli in programma al Teatro La Fenice, le esposizioni temporanee e permanenti di storici musei e celebri gallerie, la Mostra Internazionale del Cinema e le opere della Biennale d’Arte.

Arte ed Eventi: lista completa

REDENTORE

SABATO 19 E DOMENICA 20 LUGLIO 2014

Una festa tradzionale che illumina il bacino di San Marco

La Festa del Redentore è tra le festività più sinceramente sentite dai veneziani, in cui convivono l'aspetto religioso e quello spettacolare, grazie al fantasmagorico spettacolo pirotecnico che, la notte del sabato, attrae migliaia di visitatori: sull'inimitabile palcoscenico del Bacino di San Marco giochi di luce e di riflessi tracciano un caleidoscopio di colori che si staglia dietro le guglie, le cupole e i campanili della città. La tradizione vuole che al tramonto le imbarcazioni, perfettamente addobbate con frasche e palloncini colorati e ben illuminate, comincino ad affluire nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca. In barca si consuma un'abbondante cena a base di piatti della tradizione veneziana in attesa dello spettacolo pirotecnico, che inizia alle ore 23.30 e dura fino a mezzanotte inoltrata.

La storia del Redentore

La tradizione del Redentore risale al 1577 e ricorda la fine di una terribile pestilenza, festeggiata con l'edificazione dell'omonimabasilica del Palladio sull'isola della Giudecca, alla quale ci si può oggi recare in pellegrinaggio attraversando un imponente ponte di barche lungo 330 metri. Le celebrazioni includono quindi la funzione solenne presieduta dal Patriarca e la processione religiosa, mentre il week-end si conclude con la Regata su gondole, all'interno della Stagione Remiera di Voga alla Veneta.

 






















Medita©tions
1st FLOOR for contemporary art - Liassidi Palace Hotel
Ponte dei Greci - Castello 3405 – Venezia
29 Maggio – 28 Settembre 2014
La fotografia cattura un istante, la pittura è meditazione.

Questa mostra, presentata dal fotografo Marc De Tollenaere, durante la XIV^ edizione di Biennale Architettura, illustra la più recente ricerca dell’artista che si sviluppa attorno ad un nuovo concetto di interpretazione dell’immagine fotografica.
Il momento decisivo e l’irrevocabilità dell’istante in cui viene colto restano sempre il punto di partenza, necessari per rendere la fotografia tanto affascinante quanto eterna, intrappolata per sempre nello scatto dell’autore.
Marc De Tollenaere, grazie alla pellicola fotografica istantanea, scompone l’immagine ed offre al fruitore la porta d’accesso ad un livello più elevato di coinvolgimento emotivo, ridipingendo di fatto ciò che in quel preciso momento ha visto e sentito.
Grazie a questa sua tecnica, Ca’ d’Oro diventa uno splendido muro di un palazzo indiano cesellato da infinite cellette, un villaggio su palafitte oppure un mare che si rifrange sulla sabbia. I palazzi del centro di Istanbul diventano invece dei filiformi grattacieli di Hong Kong e in ogni mosaico la vita resta indelebile, a prescindere dall’evoluzione della storia.
Medita©tions è una mostra, una riflessione, un modo di vivere.
Curata nell’allestimento da ALU, la mostra resterà visibile presso la Sala delle Esposizioni del Liassidi Palace Hotel, Ponte dei Greci - Castello 3405 – Venezia
dal 29 maggio al 28 Settembre 2014.
di Marc De Tollenaere
www.marcdetollenaere.com
Supported by
ALU
www.alu.com









La 14. Mostra Internazionale di Architettura si svolgerà dal 7 giugno al 23 novembre 2014 ai Giardini e all’Arsenale (vernice 5 e 6 giugno) nonché in vari luoghi di Venezia.

 
Il tema scelto da Rem Koolhaas per la 14. Mostra Internazionale di Architettura è:  
Fundamentals
 
Rem Koolhaas ha dichiarato: “Fundamentals sarà una Biennale sull'architettura, non sugli architetti. Dopo diverse Biennali dedicate alla celebrazione del contemporaneo, Fundamentals si concentrerà sulla storia - sugli inevitabili elementi di tutta l'architettura utilizzati da ogni architetto, in ogni tempo e in ogni luogo (la porta, il pavimento, il soffitto, etc.) e sull'evoluzione delle architetture nazionali negli ultimi 100 anni. In tre manifestazioni complementari - che si svolgeranno al Padiglione Centrale, all’Arsenale e nei Padiglioni Nazionali – questa retrospettiva darà luogo a una rinnovata comprensione della ricchezza del repertorio di fondamenti dell’architettura, che attualmente sembra essere esaurito.
 
Nel 1914 aveva senso parlare di architettura “cinese”, architettura “svizzera”, architettura “indiana”. Cent'anni dopo, sotto la pressione di guerre, regimi politici diversi, molteplici condizioni di sviluppo, movimenti architettonici nazionali e internazionali, talenti individuali, amicizie, traiettorie personali casuali e sviluppi tecnologici, le architetture che un tempo erano specifiche e locali sono diventate intercambiabili e globali. Sembra che l'identità nazionale sia stata sacrificata sull'altare della modernità.
 
Grazie al decisivo vantaggio di poter avviare i lavori con un anno di anticipo rispetto al consueto programma della Biennale, speriamo di utilizzare questo tempo in più per introdurre un certo livello di coordinamento e coerenza tra le Partecipazioni Nazionali. Idealmente ci piacerebbe coinvolgere tutti i Paesi rappresentati su un unico tema –Absorbing Modernity: 1914-2014 – e indurli a mostrare, ciascuno a modo proprio, il processo di annullamento delle caratteristiche nazionali a favore dell'adozione su scala quasi universale di un singolo linguaggio moderno all'interno di un singolo repertorio di tipologie.
 
La prima guerra mondiale - l'inizio della globalizzazione moderna - funge da punto di partenza delle diverse narrazioni. La transizione verso ciò che sembra essere un linguaggio architettonico universale è un processo più complesso di quanto solitamente riconosciuto, poiché coinvolge significativi incontri tra culture, invenzioni tecniche e modalità impercettibili di restare "nazionali". In un'epoca di universale utilizzo di google research e al tempo stesso di appiattimento dalla memoria culturale, è essenziale per il futuro dell’architettura far riemergere e mostrare questi racconti.
 
Raccontando in modo cumulativo la storia degli ultimi 100 anni, le mostre che si svolgeranno all'interno dei Padiglioni Nazionali daranno luogo a una panoramica globale dell'evoluzione dell'architettura verso un'unica estetica moderna e, allo stesso tempo, sveleranno all’interno della globalizzazione la sopravvivenza di caratteristiche e mentalità nazionali uniche che continuano a esistere e fiorire all’interno delle culture individuali, anche con l’intensificarsi della collaborazione e dello scambio internazionali...”.

8 Giugno 2014

La Storia

Tutto iniziò con una regata tra amici su ‘mascarete’ il giorno di San Martino del 1974. Gli appassionati della voga alla veneta in quegli anni erano pochi e isolati, in un mondo che sempre più era volto al motore. Oltre ai regatanti, altri erano gli amici coinvolti, tra cui Lauro Bergamo, allora direttore de Il Gazzettino, Toni Rosa Salva, da sempre attivo nel mondo delle regate, e Giuseppe Rosa Salva, noto per il suo impegno in difesa di Venezia. Fu così che prese avvio l’idea di indire una vogata non competitiva, e di invitare tutti gli appassionati e tutti coloro che avevano ‘posato i remi’ da troppo tempo ad unirsi contro il degrado della città ed il moto ondoso e per il ripristino delle tradizioni veneziane. Da questo moto spontaneo e genuino nacque l’avventura della Vogalonga, bandita il 26 gennaio 1975, e promossa attivamente dal comitato composto da: Lauro Bergamo, Carlo Gottardi, Delfo Utimpergher, Lilly Sirolla e dai Rosa Salva (Toni, Lalo, Pino e Paolo). “Un gruppo sparuto di veneziani“ li definirà  Sandro Meccoli sulle pagine del Corriere della Sera “che, stanchi di ‘ciacolar’ e di ‘sentir ciacolar’ sulle sorti della città e della laguna, hanno richiamato i cittadini alle armi, ovvero all’arma di sempre, il remo”.

Venne tracciato il percorso, circa 30 km attraverso i canali ed i luoghi più ameni e pittoreschi della laguna di Venezia. Fondamentale fu il supporto degli organi di stampa e la collaborazione con le istituzioni cittadine. Il raduno delle imbarcazioni venne fissato nel Bacino San Marco di fronte al Palazzo Ducale il giorno della “Sensa” (Ascensione). Era l’8 maggio 1975. In realtà , quel giorno, nessuno si aspettava una tale emozione: lo spettacolo di 500 imbarcazioni, giunte silenziose, con circa 1500 partecipanti, l’acqua del Bacino calma, ad attenderle, il colpo di cannone e poi quel fruscio di tanti remi assieme. C’erano gondole, pupparini e poi il “sandolo” la “mascareta”, la “caorlina”, la “topa”, la “peata”, la “vipera” lo “s’ciopon” e altre ancora assieme alle barche più prestigiose delle società  sportive veneziane e ai campioni del remo con le intere famiglie. Era una Venezia che si risvegliava e che trovava nuova forma e nuova voce. E non c’era solo Venezia; già presenti dalla prima edizione c’erano equipaggi dell’estuario e del litorale, provenienti da Carole e Chioggia, e poi da Padova, Treviso e Riva del Garda, dalla Lombardia e dal Piemonte. “una rivincita del remo sul motore“ scriveva Delfo Utimpergher sul Gazzettino “ una riscoperta del suggestivo ambiente lagunare, un raduno popolare non per contestare qualcosa o qualcuno, ma unicamente per solidarizzare con Venezia. Tante mani protese verso la città per difenderla da uno dei suoi tarli più insidiosi, il moto ondoso”. Il successo andò poi aumentando con un crescendo di adesioni fino a raggiungere 1550 imbarcazioni con circa 5800 partecipanti nel 2007.

Sull’onda dell’entusiasmo sorsero in pochi anni a Venezia e nei centri limitrofi, oltre cinquanta società remiere che, gradatamente, si munirono di splendide imbarcazioni di rappresentanza a dieci, dodici e diciotto remi. Tutto ciò facendo rifiorire un senso del luogo e un artigianato che risultava quasi scomparso.





Martedi 28 Maggio 2013





Maestro Fabio Farnasier: www.lu-murano.it


 
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